Già…cos’è un “Tweet” ? Perchè uno dei primi articoli di questo blog ( e anche uno dei più letti) riguarda i “Retweet” ma solo oggi mi sono reso conto che prima vengono i TWEET e che, ovviamente senza il tweet non ci può essere alcun retweet..e che senza tweet neppure twitter avrebbe ragione di esistere.
Banalmente un Tweet altro non è che un breve messaggio lungo al massimo 140 caratteri, che si può scrivere su Twitter sia da PC sia, come SMS, da un telefono cellulare.
Tutto qui? Tecnicamente si, possiamo abbellirlo un po’ definendolo “cinguettìo” con una traduzione dall’inglese più o meno letterale e quantomeno discutibile ma nulla più.
Eppure, questa piccola riga di testo, nei suoi pochi anni di vita ha già assunto un ruolo fondamentale nella società internettiana del III millennio.
Nel 1985 Friedhelm Hillebrand stabilì in 160 il numero dei caratteri in cui era “condensabile” un contenuto sufficientemente esaustivo di un pensiero, una frase, un promemoria (http://latimesblogs.latimes.com/technology/2009/05/invented-text-messaging.html) e da allora 160 divenne lo standard dei messaggi brevi di stesto
(short messaging service SMS). Twitter nasce nel 2006 come trasposizione sul web dello stesso concetto e Evan Williams e Biz Stone (i suoi ideatori) hanno deciso di limitare a 140 caratteri la lunghezza di un Tweet per lasciare spazio al nome utente (@_Softrade ad esempio).
Se alla sua nascita non erano chiare a nessuno le potenzialità del nuovo social network, che appariva più un “gadget” che non una utility di comunicazione, negli ultimi 2 anni il tweet ha assunto un ruolo primario che sta radicalmente modificando il mondo dell’informazione.
Nel 2010 il primo tweet dallo spazio inviato dalla stazione spaziale internazionale, nel 2011 l’appassionante epopea delle rivoluzioni della primavera Araba, raccontata al mondo principalmente attraverso twitter e, a detta di alcuni, resa possibile proprio da twitter stesso.
Anche in Italia si sta facendo largo il giornalismo partecipativo, utile soprattutto a smascherare notizie false o parziali dei media tradizionali o ad anticiparli, come nel caso del terremoto a L’Aquila nel 2009.
Proprio la brevità del testo rende possibile un’indicizzazione simultanea dei tweet dal motore di ricerca interno. L’insieme dei tweet è immediatamente ricercabile con una immediatezza, nell’ordine di pochi secondi, a dir poco sconvolgente. Questa caratteristica rende a mio avviso lo streaming dei “tweet” il LINGUAGGIO DEL WEB, la RETE che parla… un brusio di fondo che si può quasi ascoltare e da cui si possono facilmente isolare le singole particelle..i tweet.
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